Sigilli in Ceralacca: perché evitarli?

I sigilli in ceralacca sono stati il metodo di autenticazione dei documenti più utilizzato del passato. Ci sono testimonianze del loro uso già ai tempi dei romani che, oltra a documenti e lettere, li impiegavano anche per garantire la qualità di merci e prodotti alimentari, una sorta di moderna etichetta identificativa di tracciabilità. Ovviamente esistono tecnologie più avanzate ai giorni nostri per garantire la sicurezza e la trasparenza di ciò che invii, ma perché è meglio evitare del tutto la ceralacca?

Il funzionamento dei sigilli in ceralacca è rimasto invariato nel corso dei secoli. Si scioglie un bastoncino di ceralacca (composto di resine varie e cera colorata) e vi si appone un effige unica (possibilmente), che certifica l’identità del mittente e garantisce l’autenticità del documento. Un metodo semplice ma fin troppo vulnerabile per gli standard di sicurezza moderni.

Basti pensare infatti che già nell’antichità esistevano ingegnosi falsari in grado di aggirare queste protezioni. Non servono infatti grandi tecnologie per evitare la rottura di un sigillo in ceralacca, è sufficiente applicare la giusta quantità di calore, impiegando magari del vapore, per poterlo staccare senza danneggiare il documento o il sigillo stesso.

Per questo motivo è sconsigliabile usare sigilli di ceralacca per certificare la provenienza di documenti sensibili, essi possono essere utilizzati tutt’al più come ornamento di classe per lettere non importanti, un po’ di stile non fa mai male insomma. Se sei alla ricerca di qualcosa di più sicuro ed affidabile, puoi sempre rivolgerti a Sigiltech, che per i sigilli di massima sicurezza è sicuramente la numero uno in Italia. Puoi trovare molte più informazione in merito alle soluzioni disponibili cliccando sul link riportato in questo articolo.

 

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